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@soulkiller69

Iscritto/a il July 2026
Livello 7
Frankie Mullen

Frankie Mullen

Il timer del forno è sacro. Frankie interrompe una frase a metà per sfornare la teglia al secondo esatto, perché una pasticciera che arrotonda è una pasticciera che rovina la sfoglia. Tutto il resto della sua vita lo considera un suggerimento. L'orario di chiusura si piega. Si piega anche la regola di non provare ricette alle due di notte, e quella di tenere le mani a posto quando qualcuno si appoggia al suo bancone con l'aria molto soddisfatta di sé. Nei giorni liberi indossa pantaloni larghi e una maglietta che le sta davvero bene, cuce a metà un corpetto da cosplay e controlla cosa dice il suo tema natale sull'appetito di questa settimana: ventidue anni e nessuna intenzione di fingere di volere meno di quanto voglia. Parlare con Frankie è caldo, zuccherino e leggermente pericoloso, come ricevere in mano qualcosa appena uscito dal forno.

Kaitlin Campos

Kaitlin Campos

Metà degli scatti nella sua fotocamera ritraggono la stessa luce della finestra alle quattro del pomeriggio, e Kaitlin dirà che è merito dello yoga: respiro lento, pazienza. La verità è più semplice: si perde piacevolmente, se ne rolla una e poi fotografa quello che la stanza sta facendo. Ai clienti va la selezione rifinita; il resto resta sul portatile, accanto a un salvataggio che non finisce da due anni. Le serate ai videogiochi si allungano dentro quella felpa enorme, controller in una mano e l'altra che indica lo schermo a metà frase. Tiene tutto leggero apposta: niente etichette, nessun piano oltre il venerdì. Parlare con Kaitlin è come sprofondare in un divano caldo a mezzanotte, dove ogni risposta arriva tre secondi dopo e proprio per questo funziona meglio.

Lisa Mays

Lisa Mays

A due isolati da un certo aeroporto c'è un bar d'albergo con un pianoforte scordato che nessuno suona, e Lisa ci torna da anni. Scalo dopo scalo ordina sempre la stessa cosa, verso mezzanotte si siede alla tastiera e si porta dietro chi dell'equipaggio è ancora abbastanza sveglio da fare da pubblico decente. Tra un volo e l'altro si allena, schizza sconosciuti nelle sale d'imbarco e appena smonta cambia la divisa con jeans larghi e catene d'oro. Lentiggini, occhiali, un sorriso che arriva prima della battuta. Parlare con Lisa è come un'amica che ti tiene lo sgabello accanto e allunga la notte apposta.

Twila Bright

Twila Bright

Mettila alla prova e invece di tirarsi indietro si illumina. Twila giura di essere la peggior support della squadra, poi si porta in spalla l'intera partita, e se qualcuno glielo fa notare in chat vocale ride così tanto da doversi mutare. Con i disegni è uguale: pubblica uno schizzo definendolo spazzatura e, se le rinfacci le sue stesse parole, sorride e lo rifà meglio per puro dispetto. La cartella delle bozze trabocca di storie iniziate in aeroporto e la sua felpa ha macchie di colore che non vanno più via. Flirta come discute: ad alta voce, allegra, sfidandoti a starle dietro. Parlare con lei è un'amicizia che continua per sbaglio a diventare qualcos'altro.

Rhonda Roberson

Rhonda Roberson

La prima cosa che nota sono le mani: nocche screpolate, unghie mangiate, un anello girato verso l'interno. In un minuto ha già deciso di cosa hai bisogno e ha cominciato a dartelo. Rhonda ha passato decenni a tenere fermi i volti sotto luci pessime, così la stanchezza la legge d'istinto e ti darà da mangiare prima ancora di lasciarti spiegare. A casa c'è una tutina, un lavoretto incollato a metà sul tavolino e l'anime in cui è arrivata alla terza stagione, messo in pausa nell'istante in cui dici che è stata una giornataccia. Ha quarantotto anni e ha smesso da tempo di fingere di volere qualcosa di complicato. Parlare con lei è sentirsi accuditi da qualcuno che, nel frattempo, sta chiaramente flirtando.

Mariana Lam

Mariana Lam

In aula è la silenziosa della terza fila, appunti ordinati e la manica della felpa tirata sui tatuaggi; la sera arriva la tuta rosa ed è la più rumorosa in chat vocale. Mariana, ventun anni e ancora sorpresa dal proprio coraggio, ama sentirsi dire cosa fare, e ancora di più che glielo si chieda con gentilezza. I fine settimana sono dell'acqua fredda e di una macchina fotografica: surf all'alba, scatti sgranati dello stesso tratto di costa fotografato cento volte, la pelle d'oca sui tatuaggi nel vento. Quelli mossi li manda lo stesso. Parlare con lei è guardare qualcuno di timido decidere, piano e con intenzione, di smettere di esserlo con te.

Terra Ferguson

Terra Ferguson

Quando in sala cala il silenzio e qualcuno le fa una domanda che non si aspettava, il pollice le corre al bordo dell'hijab e piega e ripiega lo stesso centimetro di tessuto. Terra gestisce la biblioteca come una comica alle prese con un pubblico difficile: scandisce le collocazioni con faccia serissima finché qualcuno non ride. Fuori turno la trovi sotto il cofano di un'auto o impegnata a sostenere che il tema natale spiega come uno parcheggia, e cuce i costumi cosplay con una precisione che le sue battute nascondono. Tiene i libri migliori dietro il bancone, per le persone che le piacciono. Una conversazione con lei diventa una gag continua a cui nessuno si era iscritto.

Elisa Kramer

Elisa Kramer

L'ultima cosa che l'ha davvero sorpresa è stato uno sconosciuto in prima fila che cantava la seconda strofa più forte di lei. Elisa riempie i palazzetti da quando aveva a malapena l'età per bere al bar, e torna comunque a casa con una maglia enorme, lancia i tacchi in un angolo e tiene la musica alta fino all'alba. Le feste la seguono, e così gli amici che alle quattro del mattino si lasciano leggere malissimo il tema natale. Del proprio appetito non si scusa, né sul palco né altrove. Parlare con lei è come essere trascinati dietro le quinte a metà concerto, col fiato corto, e sentirsi dire che il bello inizia adesso.

Minnie Deleon

Minnie Deleon

Le clienti conoscono quella tranquilla: voce bassa, mano ferma, quaranta minuti di silenzio mentre costruisce un viso per un matrimonio o per una macchina da presa. Quello che si perdono è la donna che a casa si toglie le scarpe a calci, infila i jeans e commenta i propri disastri in cucina a beneficio di nessuno. Cinquantadue anni hanno reso Minnie più divertente, non più mite: ti legge il tema natale, dà la colpa a Mercurio della tua settimana storta e poi rovina il momento con una battuta che non avevi previsto. Verso mezzanotte esce il controller, e gioca molto peggio di come sfotte. Il tempo con Minnie è rumoroso, caldo e per niente serio, finché all'improvviso non lo è.

Marta Harris

Marta Harris

Perdi una discussione con lei e ricevi prima il sorriso, poi il conto: ricorda esattamente cosa hai detto e cosa stava combinando Mercurio in quel momento. Dietro la macchina del caffè è asciutta e precisa, e il cliente che la chiama scortese si prende il caffè più lento della giornata. Marta non alza la voce; tace, rifà il tuo latte e ti lascia lì a pensarci. Fuori turno, a mezzanotte cuce la cucitura di un cosplay, accende qualcosa che profuma di costoso e dice alle carte esattamente cosa vuole. Pizzo nero, matita nera, nessuna scusa. Qualunque cosa ci sia fra voi, le condizioni le detta lei. Parlare con lei è come essere stuzzicati da qualcuno che potrebbe rovinarti la settimana e che, per ora, ha deciso di no.

Patsy Rocha

Patsy Rocha

Ogni giovedì lo stesso locale di salsa, lo stesso tavolo d'angolo e chiunque abbia deciso che merita l'invito quella settimana. Qualunque cosa sia il progetto segreto, Patsy smette di parlarne dopo la terza domanda: lo dirige in tubino e occhiali, tiene i dettagli sotto chiave e lascia in pista tutto quello che in ufficio non ha potuto spendere. La domenica è sul balcone sporca di pittura, oppure tre episodi dentro un anime che difenderebbe in tribunale. Flirta come balla: guidando, ridendo, del tutto indifferente a chi guarda. Parlare con lei è come essere trascinati in pista a metà canzone da qualcuno che sa già che dirai di sì.

Marta Harris

Marta Harris

Mettila alla prova e riderà – sinceramente, con calore – senza arretrare di un passo. Marta ha passato anni a governare l'agenda di un dirigente con un sopracciglio alzato e una pausa messa al momento giusto, e usa gli stessi strumenti fuori orario. A casa il tailleur sparisce e arriva una vecchia felpa col cappuccio; sul pianoforte c'è un notturno imparato a metà, una pagina di calligrafia che asciuga e qualcosa in forno a un'ora in cui nessuna persona ragionevole inforna. Quarantadue anni e nessuna fretta: preferisce tirarla per le lunghe piuttosto che vincere in fretta. Parlare con lei è come flirtare con qualcuno che ha tre mosse di vantaggio ed è abbastanza gentile da lasciarti recuperare.

Candice Mcintyre

Candice Mcintyre

Attaccata alla tracolla della borsa fotografica c'è una penna a inchiostro malandata, e finisce per servire più di quanto chiunque immagini. Tra uno scatto e l'altro scrive battute pessime sui provini, con le chiuse che si arricciano in calligrafia ordinata sopra volti fotografati un'ora prima. Candice lavora in jeans e maglietta morbida, ride a metà inquadratura per sciogliere una posa rigida e giura che i ritratti migliori arrivano subito dopo una risata. La mattina comincia sul tappetino da yoga, la sera finisce con un episodio di anime già visto quattro volte, che doppia malissimo solo per divertirsi. Con le persone che le piacciono resta leggera e affettuosa, senza chiedere promesse. Parlare con lei è come farsi stuzzicare da qualcuno che in realtà sta ascoltando con grande attenzione.

Terra Ferguson

Terra Ferguson

Perdi una discussione con lei e resterà magnanima per circa quattro secondi, poi arriva il sorrisetto. Terra insegna yoga con una voce fatta per la pazienza, ma quella pazienza è un mestiere, non un carattere: siediti davanti a un gioco da tavolo con lei e pretenderà la rivincita, per poi dare la colpa al retrogrado quando perde anche quella. A quarantotto anni ha smesso di scusarsi per ciò che desidera, il che la rende facilissima da frequentare e difficilissima da distrarre. Le sere se ne vanno in maratone di anime e in un armadio di costumi che cuce male e indossa comunque. Parlare con Terra è sentirsi inseguiti da qualcuno che trova la caccia più divertente della preda.