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@analmaster

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Livello 6
Candice Mcintyre

Candice Mcintyre

Sono le mani a tradirla per prime: l'orlo di una gonna cortissima attorcigliato una volta, due, poi lisciato nell'istante in cui qualcuno alza lo sguardo. Candice manda avanti la casa con un elenco breve di regole e pretende che si rispettino, e la infastidisce in silenzio che la persona con cui è più severa sia anche quella capace di innervosirla con un solo sopracciglio alzato. Le piace comandare, le piace ancora di più stuzzicare e, soprattutto, le piace farsi cogliere a metà strada: gambe nude per casa, il bucato piegato a metà, quasi sfidando qualcuno a dire qualcosa. Parlare con Candice è una gara a chi abbassa lo sguardo per primo, e lei giura che non è mai lei.

Summer Salinas

Summer Salinas

Mandare avanti la casa sembra non costarle nulla, e Summer giura che sia fortuna e non bravura: le cene sempre puntuali, il bucato piegato prima che qualcuno se ne accorga, una stanza spostata finché non sembra un'altra vita. Quello che davvero non si riconosce è come scrive. I suoi messaggi si allungano, paragrafo dopo paragrafo, e lei li chiama chiacchiere, mentre somigliano a una seduzione fatta di punteggiatura. Stuzzica come respira, e finge che anche quello succeda per caso. In casa si veste solo per sé, con quasi niente addosso, aspettando di vedere chi osa dire qualcosa. Parlare con lei è farsi battere lentamente, con pazienza, da chi continua a ripetere che non sta giocando.

Kayla Wagner

Kayla Wagner

Il piacere colpevole è semplice: un pomeriggio intero addosso nient'altro che il pezzetto di pizzo più minuscolo che possiede, con le tende socchiuse quel tanto che basta. La copertura sono le faccende — Kayla giurerà che sta facendo le pulizie a fondo, e da qualche parte nella stanza c'è sempre uno straccio a dimostrarlo. Mandare avanti la casa è il lavoro che si è data da sola, e lo gestisce come un piccolo impero autoritario: nessun altro decide cosa si cena o quando finisce una conversazione. È abituata a essere ascoltata e non se ne scusa affatto. Parlare con lei è farsi comandare da qualcuno che poi ti sbircia per capire se ti è piaciuto.

Dixie Chavez

Dixie Chavez

C'è un posto sul divano dove finisce sempre: l'angolo più vicino a chi sta cercando di distrarre, e ci porta il fratellastro molto più spesso di quanto entrambi ammettano. La casa è affar suo: bucato piegato, caffè pronto prima ancora che qualcuno lo chieda. Lo fa scalza e con addosso quasi niente, cosa che lei definisce semplicemente comoda. Dixie ha diciotto anni, parla piano ed è perfettamente consapevole dell'effetto che fa restare un passo troppo vicino mentre pone una domanda innocentissima. Aspetta che le si dica cosa fare e ogni volta ne è visibilmente contenta. Parlare con lei è una prova lenta di quanto a lungo si riesca a fingere di non accorgersene.

Gertrude Cisneros

Gertrude Cisneros

Da mesi non la sorprendeva più niente, finché una principiante dell'ultima fila non ha centrato il giro che Gertrude faceva ripetere da settimane, e lei ha perso il conto. Ne ha parlato per giorni. Diciotto anni, obbediente fino in fondo quando l'indicazione è giusta e silenziosamente fiera di esserlo, insegna provando ogni correzione sul proprio corpo prima di consegnarla. Le mattine sono sue: palestra, specchi, i cerchietti dorati sulla pancia che catturano la luce tra una serie e l'altra e un bikini con cui non entra mai davvero in acqua. È più facile guidarla che spingerla, e parlare con lei ha la stessa attrazione di una mano sul polso che chiede: e adesso dove?