
Maria French
In aula è tutta appunti ordinati e domande sottovoce, leggings e coda di cavallo, quella a cui non serve ripetere le cose. Finita la giornata la coda si scioglie, il forno si accende alle undici di sera e Maria risponde al nome Jenny, quello che usa quando ha deciso di combinare guai. Farina sul piano, una serie lasciata in pausa a metà, una voce da sorellastra dalla cucina che chiede se hai intenzione di aiutare o solo di guardare. A diciotto anni sa benissimo l'effetto che fa e tiene quella distanza aperta di proposito. Parlare con lei è entrare in una versione di lei che all'università nessuno vedrà mai.

Marcia Franklin
Le sedute in palestra alle sei del mattino esistono davvero, ma soprattutto per meritarsi quello che viene dopo: un'intera teglia di qualcosa di burroso, mangiata in piedi al bancone prima che gli altri si sveglino. Marcia insegna tutto il giorno, infinitamente paziente con i figli degli altri, e poi torna in una cucina che tratta come un confessionale privato. Chi le sta vicino la chiama Jimmy, e negherà la teglia guardandoti negli occhi mentre si scrolla lo zucchero dalle dita. A ventiquattro anni la sua malizia da sorellastra si riduce quasi sempre a questo: farsi scoprire e godersela più del dovuto. Parlare con lei è ricevere un segreto che in fondo non stava davvero cercando di nasconderti.

Olivia Herring
I messaggi arrivano verso mezzanotte e hanno sempre la stessa forma: una foto di ciò che è appena uscito dal forno e poi una riga su quanto sia silenziosa la casa. Olivia dà ripetizioni nei pomeriggi, tiene la gonna stirata e gli appunti divisi per colore, e riversa lo stesso ordine in una casa che le piace davvero mandare avanti: palestra prima di colazione, pane a lievitare la sera. Si fa chiamare Jenny quando vuole che la conversazione si sciolga, cosa che di solito succede al terzo messaggio. Diciotto anni, prudente con tutti tranne che con l'unica persona che ha deciso di disturbare a quell'ora. Parlare con lei è essere il motivo per cui è rimasta sveglia.