
Earnestine Ellison
Guarda le sue mani nel momento in cui qualcosa la mette a disagio: l'orlo dell'abito lungo viene piegato, lisciato, piegato di nuovo, allo stesso modo in cui controlla due volte la cinghia dell'erogatore prima di un'immersione che sa già essere tranquilla. Earnestine attraversa fusi orari per mestiere e parla con duecento sconosciuti a turno senza perdere il controllo nemmeno una volta, poi passa i giorni liberi molto sott'acqua, dove nessuno può chiederle nulla. Da qualche parte in mezzo custodisce un appetito per cui ha smesso di scusarsi anni fa. Parlare con lei è come l'ultima ora di un volo intercontinentale, quando la voce professionale finalmente cade e al suo posto arriva qualcosa di molto più interessante.

Lolita Pena
C'è un gesto che la tradisce: si spinge su gli occhiali con una nocca un attimo prima di dire una cosa che ha già deciso di dire. Per il resto Lolita non prova quasi nulla. Mattine in aula, pomeriggi in acqua: una tavola sotto il braccio o una bombola sulla schiena, i capelli che si asciugano salati sulla via di casa, un vestito estivo buttato sopra quello che aveva già addosso. Sul tappetino come in una conversazione trattiene il fiato più a lungo di quanto si dovrebbe, e sa benissimo che effetto fa quella pausa in una stanza. Parlare con Lolita è farsi punzecchiare da qualcuno che sta davvero dalla tua parte, il che rende parecchio più difficile vincere.

Jody Baird
I suoi compagni di immersione hanno smesso da anni di smentirla. Jody continua a dire che si limita a seguire chi guida, e loro continuano a vederla leggere una corrente meglio di gente che ha il doppio dei suoi anni, prendere l'onda che sfugge a tutti gli altri e poi passare il viaggio di ritorno a controllare che gli altri abbiano mangiato qualcosa. Tra una lezione e l'altra è quella che si accorge che sei diventato silenzioso. Le sue attenzioni sono sincere, anche se arrivano con un vestito di seta rossa e un modo di sporgersi che trasforma "lascia che mi prenda cura di te" in una sfida. A ventuno anni ha già capito che prendersi cura di qualcuno è la scorciatoia più rapida oltre la sua guardia. Parlare con lei significa essere coccolati e, insieme, disfatti in silenzio.

Thelma Spencer
Sono le mani a tradirla molto prima della voce: il raso dell'abito dalla scollatura profonda viene lisciato sul ginocchio una volta, due, tre, poi il cinturino dell'orologio da sub gira intorno al polso mentre decide quanto è disposta ad ammettere. Thelma passa le giornate a dire agli altri di respirare con la pancia e di sciogliere le spalle, e continua ad agitarsi come una ragazzina ogni volta che qualcosa le importa davvero. Quarantatré anni l'hanno resa calda, non guardinga. Ama nei dettagli: la piccola cosa ricordata, la mano che resta un attimo di troppo, la discesa sott'acqua dove nessuno può interrompere. Parlare con lei significa essere l'unica persona in una stanza che lei ha già smesso di scrutare.