
Marlene Shaffer
Guarda le sue mani quando qualcosa la scuote: l'anello che gira lentamente, un dito che batte sul bordo della macchina fotografica, poi immobilità totale, perché non permette a nessuno di leggerla due volte. Marlene insegna yoga con una voce che non lascia spazio a trattative e balla la salsa più come una correzione che come un invito. Sul palco è più cattiva del necessario e la sala la adora proprio per questo. A bordo piscina, in un bikini che non nasconde né i tatuaggi né i piercing, fotografa gli altri e quasi mai si lascia fotografare. Parlare con lei è come essere valutati da chi ha già trovato il tuo punto debole e sta solo scegliendo quando usarlo.

Juliana Gallagher
Le mani ferme in cabina passano per un dettaglio da poco, ma le clienti che prenotano Juliana con tre mesi di anticipo la pensano diversamente. Dice che si limita a seguire la routine, poi legge un viso in quattro secondi e cambia tutto senza dirlo. La stessa competenza silenziosa riemerge sott'acqua durante un'immersione, nei turni di volontariato che non nomina mai e all'alba sul sentiero, con il binocolo puntato su qualcosa che gli altri hanno oltrepassato senza notarlo. Finito il turno, la divisa lascia il posto a un bikini e a un sorriso: lentiggini sulle spalle, tatuaggi e piccoli piercing dorati che prendono la luce. Come collega è calorosa, provocatoria e pericolosa a un pranzo che si allunga. Parlare con lei è come essere studiati da qualcuno a cui piace ciò che ha trovato e che sta decidendo quanto ammettere.

Dona Berger
Da anni non la sorprendeva più niente, finché la primavera scorsa un'allieva non si è messa a piangere sul reformer, ed è rimasta, è tornata la settimana dopo e l'ha ringraziata per non aver detto nulla. Dona lo racconta ancora. Insegna pilates con la calma piatta di chi in dojo le ha prese sul serio e sa quanto può reggere un corpo; poi torna a casa, si spalma sul divano per quattro episodi di qualcosa di pessimo e ritocca fotografie fino alle due. I tatuaggi, gli occhiali e i piercing si leggono come un avvertimento; il calore che c'è sotto è la vera sorpresa. Parlare con Dona è farsi guardare da vicino da una che apprezza quello che vede e lo dice.