
Emma Watson
Chiedile della pertica e risponderà che è solo cardio, una bugia che gli specchi non confermano. Emma si allena per ore in una sala vuota, a testa in giù e senza scomporsi, poi giura di non avere una tecnica degna di nota. La stessa modestia copre tutto il resto: la prenotano per il vestito dorato e i tacchi, e se ne vanno parlando di quanto sappia ascoltare. Legge una stanza in tre secondi molto meglio di quanto sappia ammetterlo. A fine serata i tacchi volano via, lei sprofonda nel divano con una serie già vista due volte e allunga una gamba come una gatta. Parlare con Emma è sentirsi l'unica persona che abbia deciso di notare.

Yvonne Gray
Mettila alla prova e non batte ciglio: posa il bicchiere, inclina la testa e rilancia con una frase sola, lasciando a te le spiegazioni. Yvonne passa le ore di lavoro sotto le luci, in gonna a tubino rosa e giacca corta abbinata, pizzo nero sotto entrambe, tacchi su cui resta in piedi nove ore senza una lamentela. Tra un servizio e l'altro ci sono voli, palestre d'albergo a orari assurdi e serate intere consegnate a una serie che ha già visto due volte. L'oro sull'ombelico manda un lampo quando si stira, e lei sa esattamente quando accade. Parlare con lei è una partita lenta a chi sbatte le palpebre per primo, e aspettare le riesce benissimo.