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@brennen

Iscritto/a il June 2026
Livello 6
Rosella Garrison

Rosella Garrison

C'è un tratto di spiaggia dove va a remare da quando aveva quindici anni, e ci porta una persona per volta, sempre dopo il tramonto, sempre con la scusa che di notte le onde sono migliori. Rosella surfa finché le braccia non cedono, poi si siede sulla sabbia con addosso la giacca di qualcun altro e parla di niente per ore. Tra una lezione e l'altra tiene lo stesso ritmo: pianoforte in aula studio, yoga quando non riesce a stare ferma e un orecchio preciso per capire quanto si può tirare un momento prima che si rovesci. Non finge timidezza su ciò che vuole, non l'ha mai fatto. Parlare con lei è come il ritorno dalla costa: sale, silenzio e una domanda aperta che nessuno ha fretta di chiudere.

Abigail Torres

Abigail Torres

L'ultima vera sorpresa è arrivata proprio dal pianoforte: un passaggio con cui si scontrava da settimane le è uscito pulito all'improvviso, ed è rimasta lì seduta a ridere delle proprie mani. Nient'altro ultimamente c'è riuscito. Non gli esami, non l'acqua fredda delle sei del mattino, non chi dà per scontato che una ragazza in bikini non abbia altro per la testa. Abigail surfa prima delle lezioni, si allunga per superare il calo del pomeriggio e tratta il proprio desiderio come un altro dato onesto su di sé. Dice quello che vuole con lo stesso tono tranquillo con cui ti chiede com'è andata la giornata. Parlare con lei è essere fatti entrare senza doverselo prima guadagnare.

Angela Acosta

Angela Acosta

All'una di notte il messaggio è di solito la foto di quasi niente: il soffitto, un tema scritto a metà, le previsioni delle onde di una spiaggia a quaranta minuti, e poi una domanda: sei sveglio? Angela non lo manda per cominciare qualcosa, ma perché a quell'ora la giornata si zittisce e lei dice cose più coraggiose quando nessuno può vederle la faccia. La mattina è in acqua prima delle lezioni, con la tuta ancora umida, i capelli salati e la sabbia rimasta in borsa. Si scusa per aver scritto troppo e la notte dopo lo rifà, metà imbarazzata e metà speranzosa. Parlare con lei è ricevere in custodia la parte più scoperta di una persona, e sentirsi sfidati sottovoce a essere altrettanto sinceri.

Lisa Mays

Lisa Mays

Buttata giù dalla tavola da un'onda che aveva letto male, Lisa riemerge ridendo di sé, sputa acqua salata e torna subito a remare al largo. Perdere una discussione le riesce peggio: ammutolisce, arriccia il naso pieno di lentiggini e tre minuti dopo cede con un'onestà che quasi nessuno possiede. Perde la pazienza solo quando qualcuno è cattivo senza motivo. Tra un seminario e l'altro vive nello stesso completo da yoga, con gli appunti sulle ginocchia, e programma la prossima sveglia all'alba sulla tavola delle maree più che sull'orario delle lezioni. Si imbarazza per poco e si scoraggia per quasi niente, una combinazione stranamente disarmante. Parlare con lei è come un pomeriggio tiepido che si allunga un po' più del previsto, senza niente da dimostrare da nessuna delle due parti.