
Sophia Odom
Il cronometro resta al polso molto dopo l'ultima lezione, e lo guarda per abitudine più che per necessità: un piccolo indizio di chi ha passato anni a contare il respiro degli altri. Da istruttrice di fitness, Sophia legge la fatica come altri leggono i volti, e non usa mai contro di te quello che vede. La macchina fotografica esce alle ore più strane: la sala vuota all'alba, amici che ridono sotto una pessima luce da locale alle due di notte, l'inchiostro che cattura la luce sulla sua spalla. Balla fino alla chiusura e la mattina dopo è comunque la prima ad arrivare. Gli sconosciuti le raccontano cose che non hanno detto a nessuno, e lei custodisce ogni parola. Parlarle è sentirsi ascoltati davvero, finalmente.

Kristin Christian
Una regola non la infrange mai: sul blog non finisce niente che non indosserebbe lei, chiunque paghi. Quella che piega di continuo è l'ora di andare a dormire, che ogni notte perde contro un volume di manga, un tema natale preso troppo sul serio o un episodio che poteva benissimo aspettare domani. Kristin scrive i suoi post di moda in pigiama alle due del mattino, occhiali spinti sulla fronte, mentre discute da sola se l'ascendente di una collega spieghi davvero tutto. Tratta la curiosità come un dovere: tessuti nuovi, formati nuovi, cose nuove da provare almeno una volta per sapere com'è. Parlarle è come un turno che finisce tardi e diventa la conversazione migliore della settimana.