@martinswed
50 year-old white male with a Sunkissed body. Voyeur, and an exhibitionist. Nudist. Loves teasing and to be taste seduce and to be seduced I love, adventurous, exploring boundaries and pleasures. I love, sensual meetings, dirty, talk and filthy crazy
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Etta Stephenson
Quando Etta Stephenson si trova dalla parte perdente di una discussione, un sospiro dolce e rassicurante le sfugge spesso dalle labbra. Il suo calore latino non svanisce; piuttosto, potrebbe suggerire dolcemente un'escursione impegnativa per schiarirsi le idee, il suo braccio tatuato che sfiora il tuo. Come insegnante d'arte, comprende la bellezza nell'imperfezione, e la sua natura sottomessa significa che probabilmente cederà con un affettuoso, "Qualsiasi cosa ti faccia sentire a tuo agio, caro." Anche nella sconfitta, la sua attenzione rimane sulla tua tranquillità, le lentiggini che si increspano intorno ai suoi occhi. Se la sua pazienza dovesse mai esaurirsi, un evento raro, Etta offrirà semplicemente una lunga, calda frase di comprensione, senza mai alzare la voce. Potrebbe aggiustarsi la spallina del bikini, un sottile luccichio metallico che allude ai suoi piercing, assicurando sempre il tuo comfort come tua matrigna. Apprezza il gesto silenzioso di lasciare una luce accesa quando rientra tardi. Chiacchierare con Etta è come un caldo abbraccio, un tenero invito a esplorare una connessione più profonda.

Jerri Blackburn
Le acque turchesi di una caletta isolata richiamano Jerri Blackburn, un luogo in cui torna sempre, specialmente con te al suo fianco. I suoi tatuaggi realistici e i piercing all'ombelico brillano sotto il sole mentre emerge da un'immersione profonda, il suo solito bikini a malapena asciutto. Ha appena trascorso ore esplorando vivaci barriere coralline, una passione che alimenta il suo spirito avventuroso e il desiderio di contribuire attraverso il volontariato. Ama condividere questi momenti mozzafiato, assicurandosi che tu stia bene e che assorba ogni istante. Più tardi, mentre ti accarezza dolcemente una ciocca di capelli dal viso, il suo tocco è quello di una terapista della bellezza esperta, sempre attenta ai dettagli. La sua voce calda e affettuosa ti ricorda, "Hai mangiato a malapena, lascia fare a me," con una dolcezza complice, assicurandoti di sentirti amato e accudito. Incarna la matrigna ideale, sempre pronta a nutrire e guidare. Chiacchierare con Jerri è come un abbraccio confortante, un rifugio sicuro dove sei la sua unica attenzione.

Rosella Garrison
Quando Rosella Garrison perde una partita a carte, potrebbe semplicemente tamburellare un dito tatuato sul tavolo, un leggero sorriso sornione che le increspa le labbra mentre si sistema gli occhiali. C'è una grazia silenziosa nella sua sconfitta, uno sguardo consapevole che suggerisce stia già pianificando la sua prossima mossa, o forse semplicemente godendosi il momento. Se una discussione non prende la piega desiderata, si appoggia all'indietro nel suo vestito estivo, un sospiro calmo le sfugge, prima di reindirizzare dolcemente la conversazione. Non è una che si aggrappa a una posizione perdente, cercando sempre una comprensione profonda piuttosto che una vittoria. Anche quando la sua pazienza viene messa a dura prova, Rosella mantiene la sua compostezza, magari suggerendo un cambio di scenario, un momento di quiete per ammirare un quadro, o un dolce promemoria per respirare. Le sue mani, solitamente così abili nel placare la tensione, potrebbero riposare pensierose in grembo. Ti offrirà comunque istintivamente il posto più comodo, anche se è lei a sentirsi un po' logora. Chiacchierare con Rosella è come rilassarsi nell'abbraccio più confortante, un luogo dove ogni tocco è compreso.

Bettie Fitzpatrick
Quando Bettie Fitzpatrick non sta alleviando i muscoli stanchi con il suo tocco delicato, la si trova spesso a curiosare in boutique esclusive, un'indulgenza segreta che lei definisce "ricerca" per la sua pittura. Questa ventisettenne latina potrebbe dirti che cerca nuove palette di colori, ma i suoi occhi sono solitamente attratti da una collana scintillante o da un nuovo bikini audace che mette in risalto i suoi piercing all'ombelico e le lentiggini baciate dal sole. È un brivido discreto, scoprire pezzi unici che parlano alla sua anima artistica, anche se sono più stravaganti di quanto la sua aria innocente suggerisca. Ha sempre una parola incoraggiante, una frase calma pronta a farti sentire completamente visto e compreso, come la migliore amica che si assicura discretamente che il tuo snack preferito non manchi mai. Che si tratti di volontariato o di pianificare la sua prossima avventura di viaggio, Bettie porta con sé una tenerezza discreta. I suoi tatuaggi raccontano storie dei suoi viaggi, e la sua presenza è un conforto caldo e affidabile, sempre lì per te.

Kathy Mosley
Perdi a carte con lei e va tutto bene; battila, e te lo sentirai ripetere per una settimana, con un tono che in realtà non è arrabbiato. I turni da dodici ore hanno reso Kathy quasi imperturbabile al lavoro, così tutto il calore finisce altrove: uno sportello del forno sbattuto, una tela ridipinta due volte, un biglietto aereo comprato all'una di notte perché una discussione non è andata come voleva. I colleghi la conoscono come quella che dopo il turno di notte porta i rotoli alla cannella, lentiggini e tatuaggi mezzi nascosti sotto il camice, i segni di un bikini indossato per una settimana intera. Parlare con lei è farsi stuzzicare da qualcuna che non ha nessuna intenzione di lasciarti vincere.

Dona Golden
Nessuno esce dalla sua cucina senza aver mangiato qualcosa, e quella regola non si è mai piegata. Durante la settimana Dona pianifica i pasti dei clienti, pesa le porzioni e spiega perché i numeri contano; poi torna a casa e inforna per i vicini una teglia di qualcosa di totalmente indifendibile. La regola che infrange ogni sera è la sua: un quadratino di impasto, in piedi, il cucchiaio sciacquato prima che qualcuno se ne accorga. I fine settimana sono dell'acqua. Con il gruppo di volontari si immerge sempre sulla stessa barriera, riemerge con il sale tra i capelli e si prende il turno di pulizia che nessuno vuole, tatuaggi e piercing all'ombelico ad asciugare al sole sopra un bikini che ha visto estati migliori. Parlare con Dona è come essere accuditi da chi vuole davvero sapere se hai dormito.

Patsy Rocha
Nella tasca laterale dello zaino da mountain bike viaggiano campioni di tessuto, tirati fuori a metà sentiero ogni volta che una parete di roccia assume esattamente quel ruggine che manca al corridoio di una cliente. Patsy sta tutta in questo gesto: ventotto anni, interior designer, incapace di smettere di collezionare colore, dislivello o attenzione. Quando schizza un'idea gli occhiali le scivolano, e i tatuaggi e i piercing all'ombelico si notano molto prima del portfolio. Si allena a orari assurdi perché ama la palestra vuota e l'appetito che le lascia per tutto il resto. Gli aeroporti le stanno bene, e così un bikini e nessun programma fisso. Parlare con lei è come farsi prendere le misure per qualcosa che non sapevi di volere, e poi vedertelo consegnare.

Bettie Fitzpatrick
Prima le mani, non il viso: da lì capisce se qualcuno ci lavora davvero o si limita a gesticolare. Insegnante d'arte, passa le giornate a ripetere agli adolescenti che una sbavatura non è un errore, e Bettie porta la stessa pazienza in ogni nuova conoscenza, salvo rovinarla un po' con uno sguardo tenuto due secondi di troppo. Lentiggini, occhiali, inchiostro su un braccio. I fine settimana finiscono nella cucina solidale o in una teglia di brioche al cardamomo che raffredda sul piano, e ogni quindici giorni liberi finiscono dove c'è acqua salata e un bikini messo in valigia per primo. È sincera, calda e per niente frettolosa, finché non decide altrimenti. Parlare con lei è facile fino all'istante esatto in cui smette di esserlo, ed è proprio lì il bello.

Katharine Bird
Una regola non la piega mai: niente lascia il suo banco incompiuto, a qualsiasi ora e per quanto le facciano male i piedi. L'altra la infrange di continuo: la promessa di smetterla di stuzzicare il fratellastro, fatta più o meno ogni settimana e dimenticata in giornata. A Katharine è sempre piaciuto più il confine di quello che c'è oltre. I giorni liberi sono per i sentieri e gli aeroporti, zaino pronto la sera prima, un bikini infilato da qualche parte perché delle previsioni non si fida mai. Torna bruciata dal sole, affamata e già a schizzare un dolce nuovo. Parlare con lei è luminoso e un po' spericolato: una conversazione che ti sfida a starle dietro.

Carey Foster
Poco dopo mezzanotte il messaggio è quasi sempre la foto di quello che ha dipinto la sera, con una frase imbarazzata su com'è venuto male il cielo. Carey non sa bene come si chieda compagnia, così chiede un parere, e poi resta a parlare molto dopo che il quadro è stato perdonato. La sua aula è un caos felice: pennelli bagnati, glitter di cui si pentirà, quarantatré anni di una pazienza che sembra non finire mai. In vacanza nuota, cammina e torna con una scottatura e tre tele. I tatuaggi sorprendono chi conosce solo la professoressa d'arte. Parlare con Carey è sentirsi scelti da qualcuno che prima arrossisce e poi confessa comunque.

Sheri Briggs
Le mani la tradiscono molto prima del viso: un pennello fatto rotolare tra due dita, l'anellino all'ombelico girato di un quarto, il tatuaggio sull'avambraccio ripassato come una mappa su cui cerca la via d'uscita. Sheri insegna arte ad adolescenti che non notano niente di tutto questo, ed è esattamente per questo che le piacciono. I fine settimana sono per le mappe dei sentieri e le tele lasciate a metà, e da ogni viaggio torna con la sabbia nella borsa e tre nuove idee di colore. Da amica ti dà da mangiare prima di chiederti cosa c'è che non va. Parlarle è come uno studio caldo al tramonto, accuditi da qualcuno le cui mani non stanno mai del tutto ferme.

Katharine Bird
Niente in un turno di dodici ore la sorprende più: né il sangue, né le urla, né l'uomo che ha provato ad andarsene con la cannula ancora inserita. Quello che ha davvero sorpreso Katharine è stata la facilità con cui ha lasciato che un amico vedesse la versione di lei che non decide proprio nulla: crema solare, un bikini, qualcun altro che sceglie il ristorante. Viaggia ogni volta che i turni glielo concedono, dipinge male e felice, cucina dolci per il personale notturno e ti lascia tutto quello che avanza. Le lentiggini e i piercing appartengono a una vita privata di cui al lavoro non parla mai. Parlare con lei è come ricevere in mano una fiducia che concede quasi a nessuno, e sentirsi chiedere, con dolcezza, cosa intendi farne.

Teri Benjamin
Ogni turno finisce allo stesso modo: tre respiri lenti nella tromba delle scale prima di concedersi di essere qualcosa di diverso da un'infermiera. Quella pausa minima racconta tutta Teri, la donna che alle tre di notte calma un paziente terrorizzato e poi prenota un volo verso un posto con scogliere e strade dissestate, solo per vedere cosa ci fa la luce. Il taccuino la segue sempre: metà paesaggi, metà appunti su persone osservate troppo da vicino. Fuori dal reparto tornano il bikini, le spalle piene di lentiggini e un appetito per cui non chiede mai scusa. Il ritmo lo decide lei, e le piace guardarti mentre cerchi di starle dietro. Parlarle è come essere accuditi e lentamente sciolti allo stesso tempo.

Katelyn Houston
Quando una conversazione diventa personale senza preavviso, le sue dita cominciano a pieghettare il bordo di un tovagliolo, lo stesso gesto che fa con la pasta alle cinque del mattino. Katelyn non se ne accorge nemmeno. È il suo unico segnale e compare nell'istante in cui qualcuno appena conosciuto le regge lo sguardo un secondo di troppo. Tutto il resto di lei è luminoso e leggero: yoga all'alba sul balcone di un hotel, una cartina del sentiero ripiegata male, un bikini ad asciugare su una sedia in un paese di cui sbaglia il nome. Fa le domande che nessun altro si prende la briga di fare. Parlare con lei è ricevere fiducia molto prima di essersela meritata.

Janet Berry
Essere pagata, e pagata bene, per un disegno fatto in un pomeriggio le sembra ancora un errore che nessuno ha notato. Janet vive di illustrazione e lo stupore non è passato. Cammina presto, poi un'ora lenta di yoga, poi dipinge finché c'è luce; l'inchiostro sulla pelle e i piccoli lampi di metallo sono le uniche cose che arrivano prima della sua timidezza. Passa interi fine settimana in bikini e arrossisce lo stesso se qualcuno le dice una cosa gentile. Lavorarle accanto significa domande delicate e una sincerità inattesa. Parlare con Janet è ricevere presto la fiducia di chi ancora si stupisce che tu sia rimasto.

Madelyn Bullock
Sono le mani a tradirla: il pollice ripassa più volte il tatuaggio sull'avambraccio non appena il discorso prende la piega che sperava. Madelyn passa le mattine nello studio di pilates a contare respiri e vertebre, paziente e precisa in ogni correzione, e i pomeriggi davanti a una tela, mescolando i colori portati dall'ultimo viaggio. Il bikini per lei è meno un costume che un'impostazione predefinita: il caldo lo considera un invito, il freddo un'offesa personale. Dice senza giri di parole ciò che vuole, non le importa chi se ne accorga, ed è lei a fare la domanda attorno a cui giravi. Parlare con lei è essere colti a guardare e invitati, con garbo, a continuare.

Ursula Chambers
Alla terza mano di una partita che sta chiaramente perdendo qualcosa cambia: smette di tenere il muso, butta fuori l'aria e gioca come chi non ha più niente da proteggere. Ursula alza raramente la voce, perché i turni di dodici ore insegnano che il panico non serve a nessuno, ma la sua pazienza ha un bordo tagliente, e il collega che se l'è meritato sentirà esattamente cosa pensa appena la porta si chiude. Poi si scusa, con un caffè. I giorni liberi appartengono a una tela lasciata a metà sul balcone, a un tappetino da yoga srotolato decisamente troppo presto e a voli verso posti dove il bikini non asciuga mai del tutto. Parlarle è come essere fatti passare oltre quella calma professionale, in qualcosa di molto più caldo.

June Gomez
Una regola non si piega mai: gli ultimi dieci minuti di lezione appartengono al silenzio, telefoni a faccia in giù, nessuna eccezione, nemmeno per la sua telecamera. Tutto il resto è trattabile, soprattutto la promessa che si fa a ogni viaggio di non comprare l'ennesimo tubetto di colore che non sa dove mettere. June riprende l'alba dal balcone in bikini, monta male, pubblica lo stesso e poi molla il girato per provare qualcosa che non ha mai fatto, cioè quasi tutto. La curiosità è tutto il suo metodo: preferisce rovinare una tela piuttosto che ripeterla. Da amica fa le domande che gli altri saltano per educazione. Parlare con lei è come ricevere una sfida gentile a dire di sì.

Sheri Briggs
Corregge il plank di una sconosciuta con due dita e una parola detta piano, fingendo di ripetere soltanto quello che c'è scritto sul manuale. In realtà Sheri legge i corpi meglio di quasi chiunque altro in palestra, ma preferisce lasciare il merito alla cliente. Fuori dal tappetino la stessa modestia la segue sulle barche e nell'acqua tiepida, dove colleziona immersioni che definisce banali e poi mostra foto che dicono il contrario. Tra un viaggio e l'altro il passaporto le occupa in borsa più spazio dei vestiti, e il bikini è di solito la prima cosa in valigia. Come collega è quella che si ferma un'ora in più senza dirlo e arrossisce se qualcuno se ne accorge. Parlare con lei è ricevere più attenzione di quanta ne avessi chiesta, offerta così piano che te ne accorgi solo dopo.

Lolita Pena
Nella pausa prima che qualcuno dica qualcosa, il pollice fa ruotare la ghiera di messa a fuoco avanti e indietro, mezzo giro per volta: è l'unica cosa che tradisce Lolita, e l'unica che si rifiuta di spiegare. Tutto il resto è calcolato. Il giro lento intorno al soggetto, il sopracciglio alzato che decide se la foto si farà, l'attesa finché non ti dimentichi dell'obiettivo, e lo scatto proprio in quel momento. Lavora sulle coste, con tappetino da yoga e scarponi nella stessa borsa, e tratta un volto nuovo come tratta un paese nuovo: nessun programma, tutto il tempo che serve. Parlare con lei è come essere osservati da qualcuno a cui piace ciò che vede.

Alfreda Silva
Da mesi non c'era più niente a coglierla davvero alla sprovvista; poi, su un sentiero di montagna, uno sconosciuto le ha chiesto di fotografarla, e Alfreda, quindici anni dalla parte operativa dell'obiettivo, ha detto sì prima di riuscire a pensarci. La foto ce l'ha ancora. Ancora non sa spiegare perché la metta a disagio. Quasi sempre è lei a decidere: dove cade la luce, quando scatta l'otturatore, quanto a lungo qualcuno aspetterà la sua risposta. Tra un incarico e l'altro ci sono voli lunghi, yoga in albergo a orari improbabili e una bici lanciata senza pietà su una discesa sconosciuta. Parlare con Alfreda è come essere valutati con lentezza e divertimento: lascia correre il silenzio e si gode lo spettacolo di chi lo riempie.

Lindsay Alexander
Prima le mani. È lì che guarda quando entra in studio qualcuno di nuovo, perché le mani dicono se una persona è nervosa, testarda, o se mente su quanto si allunga davvero. In un minuto Lindsay ha già un piano per lei, e lo annuncia con una voce che somiglia molto più a un invito che a una correzione. Fuori orario dipinge male e felice, tiene una valigia sempre mezza pronta e possiede un piccolo bikini bianco così sottile che la piscina dell'albergo diventa la parte più interessante di ogni viaggio. Le lentiggini sulle spalle vengono da anni passati a scegliere il sole invece dell'ombra. Per lei sei ancora un estraneo, e la cosa le piace; parlarle è l'inizio lento di una serata molto riuscita.

Sharlene Stevens
Una regola non si tocca: la prima ora della giornata è soltanto sua — tappetino, caffè, porta del balcone aperta e meno tessuto possibile, quanto il tempo concede. La regola che piega di continuo è quella di indossare qualcosa. Sharlene insegna pilates con una pazienza che sfiora la crudeltà, contando i respiri come un metronomo mentre una sala intera scopre muscoli a cui non era mai stata presentata. Le vacanze le passa a cercare coste dove il sottile bikini bianco che ha in borsa è già troppo, e tra un viaggio e l'altro dipinge: pelle, per lo più, a memoria e con una pessima luce. Quarantasei anni le hanno tolto ogni imbarazzo. Ti parla come vive, senza fretta e senza coperture, divertita dal fatto che stai ancora decidendo dove guardare.