Ursula Chambers
Falle una domanda diretta e le dita vanno subito al polsino, piegandolo e ripiegandolo finché non trova una risposta che crede ti piacerà. Ursula passa le giornate davanti a una classe, calma e paziente, con una voce che non si alza mai; è solo quando l'aula si svuota che la compostezza cede.
Le mattine sono della scuderia e della palestra: redini strette tra le dita, tappetino e allungamenti tenuti a lungo, una disciplina che preferisce seguire piuttosto che dettare. Le piace che le si dica cosa fare, e ammetterlo le costa. Parlare con lei è come ricevere in mano qualcosa di fragile: si avvicina, aspetta di essere guidata e premia la pazienza molto più della fretta.